Se caino ha le labbra da negro..
Forse non tutti sanno che dietro alle labbra da L. Armstrong, si nasconde in Francesco un potenziale omicida. Neanche sua madre potrebbe immaginare che gli anni di educazione cattolica avrebbero portato alla ripetersi del famoso passo della bibbia intitolato: "Caino e Abele". Tre volte ha tentato, tre volte ha fallito; c'è del profetico in Francesco. Esaminiamo ora gli sviluppi della vicenda:
può sembrare assurda la fiducia che il fratello minore pose nel fratello maggiore quando questi gli si avvicinò con la mano sinistra a coppa e la destra a coprire. Sembrava quasi che egli volesse offrire un frutto proibito all'ignaro fratello. Fù il fatidico "chiudi gli occhi e apri la bocca" a far temere il peggio, un momento di incertezza e poi con destrezza da manuale un temibile moscone cominciò a ronzare nelle cavità orali del povero Mauro. Un colpo di tosse lo salvò dalla morte per asfissia. Mauro era salvo. Così fallì il primo tentato omicidio;
in quel tempo a casa Marangoni scarseggiava il vino, altre bottiglie dovevano essere riempite; è questa la seconda scusa adoperata da Francesco per attirare il fratello nella sua trappola. Prese due bottiglie e le ruppe l'una contro l'altra lanciandosi poi contro il collo del fratello. Non versò il sangue del fratello, perché a 2 cm dal collo irrupe in una risata allegra e spensierata;
vi era festa in casa Marangoni e numerosi amici erano stati invitati per celebrare la sua gioia, ma non essendo esso in grado di trasmutare l'acqua in vino decise di intrattenere i propri ospiti con spettacoli pirotecnici. Approfittando della presenza del fratello prese con mano salda l'accendino e lo fece scorrere su di una gamba di Mauro. Non erano in jeans i pantaloni, ma in materiale combustibile il quale sviluppò una rapida fiammata. Il fragore generale delle risa fece di Francesco il grande protagonista della serata.
Una oscura profezia sembra essersi abbattuta nella famiglia Marangoni, in Francesco sembra essersi incarnato l'Anticristo.


